Corso
addetti antincendio

Rischio medio

Il datore di lavoro all’interno della sua azienda deve formare
una squadra addetta alle emergenze.
Deve nominare uno o più addetti incaricati
all’attuazione delle misure di prevenzione incendi in grado
di ricoprire l’interno arco lavorativo, in base al numero
dei lavoratori e alle dimensioni luogo di lavoro.

Corso
addetti antincendio

Rischio medio

Il datore di lavoro all’interno della sua azienda deve formare
una squadra addetta alle emergenze.
Deve nominare uno o più addetti incaricati
all’attuazione delle misure di prevenzione incendi in grado
di ricoprire l’interno arco lavorativo, in base al numero
dei lavoratori e alle dimensioni luogo di lavoro.

Corso di formazione per addetti antincendio: rischio medio

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Destinatari

Addetti alla squadra antincendio per attività a rischio medio

riferimenti-normativi

Riferimenti normativi

D.Lgs. 81/08 art. 18 comma 1 let. b), art. 43 comma 1, D.M. 10/03/1998, D.Lgs. 106/09D.Lgs. 81/08 art. 18 comma 1 let. b), art. 43 comma 1,
D.M. 10/03/1998, D.Lgs. 106/09

attestato

Attestato

Al termine del corso e dopo il superamento della prova finale, verrà rilasciato un attestato di frequenza valido su tutto il territorio nazionale

sede

Sede

Aula corsi CENTRO SERVIZI SOLDANI SRL Via Aldo Moro 1/A 56033 Capannoli (PI)

durata

Durata

8 ore

costo

Costo

180 €

aggiornamento

Aggiornamento

Periodico

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Il programma

     L’INCENDIO E
     LA PREVENZIONE

  • principi sulla combustione e l’incendio;
  • prodotti della combustione;
  • le sostanze estinguenti;
  • triangolo della combustione;
  • le principali cause di un incendio;
  • divieti e limitazioni di esercizio;
  • principali accorgimenti e misure comportamentali per prevenire gli incendi

PROTEZIONE ANTINCENDIO E PROCEDURE DA ADOTTARE IN CASO DI INCENDIO

  • principali misure di protezione antincendio;
  • attrezzature ed impianti di estinzione;
  • procedure da adottare quando si scopre
  • un incendio o in caso di allarme;
  • procedure per l’evacuazione;
  • chiamata dei soccorsi;
  • rapporti con i vigili del fuoco

      ESERCITAZIONI

  • presa visione e chiarimenti sugli estintori portatili;
  • istruzioni sull’uso degli estintori portatili.

     ESERCITAZIONI
     E PROVE PRATICHE

  • presa visione e chiarimenti sui mezzi di entinzione più diffusi;
  • presa visione e chiarimenti sulle attrezzature di protezione individuale;
  • esercitazioni sull’uso degli estintori portatili e modalità di utilizzo di naspi e idranti

VADEMECUM

L’obbligo del datore di lavoro secondo l’art.18 D.LGS. 81/08.
Il datore di lavoro ha l’obbligo di costituire una squadra di persone nominate alla gestione delle emergenze, facendogli eseguire corsi di formazione specifici. L’art.18 comma 1 lettera b) recita quanto segue:

Il datore di lavoro deve:

b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza.

 L’aggiornamento è obbligatorio?
Sia il DM 10/03/1998 che il nuovo accordo Stato Regioni del 7/7/2016 non prevedono l’aggiornamento ma tale obbligo per gli addetti antincendio è stabilito dall’ art. 37, comma 9, D.Lgs. 81/2008, dove le figure incaricate devono ricevere una formazione e un aggiornamento periodico.

Mancando completamente una disposizione regolamentare specifica, al datore di lavoro spetta la decisione di stabilire modalità e tempi di adempimento.
Il Corpo dei Vigili del Fuoco ha emanato alcune circolari interne (che non hanno valenza di legge, ma possono essere dei suggerimenti per i datori di lavoro) su contenuti e periodicità di aggiornamento, prevedendo per esempio l’aggiornamento triennale come il corso per addetti al primo soccorso, altra figura addetta alle emergenze, e comunque non oltre i cinque anni come la media di tutti i corsi di aggiornamento.

Il lavoratore può rinunciare all’incarico?
I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione. Questo è quanto predisposto dal D.LGS. 81/08 art.43 comma 3.

Quali sono le attività a rischio d’incendio eleato, medio e basso?
Elenco di attività da considerare ad elevato rischio di incendio:

– industrie e depositi di cui gli articoli 4 e 6 del DPR n. 175/1988, e successive modifiche ed integrazioni;
– fabbriche e depositi di esplosivi;
– centrali termoelettriche;
– impianti di estrazione di oli minerali e gas combustibili;
– impianti e laboratori nucleari;
– depositi al chiuso di materiali combustibili aventi superficie superiore a 20.000 m2;
– attività commerciali e/o espositive con superficie aperta al pubblico superiore a 10.000 m2;

– scali aeroportuali, infrastrutture ferroviarie e metropolitane;
– alberghi con oltre 200 posti letto;
– ospedali, case di cura e case di ricovero per anziani;- scuole di ordine e grado con oltre 1000 persone presenti;

– uffici con oltre 1000 dipendenti;
– cantieri temporanei o mobili in sotterraneo per la costruzione, manutenzione e riparazione di gallerie, caverne, pozzi ed opere simili di lunghezza superiore a 50m;
– cantieri temporanei o mobili ove si impiegano esplosivi.

RISCHIO MEDIO:
Si intendono a rischio di incendio medio i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze a basso tasso di infiammabilità e/o le condizioni locali e/o esercizio che possono favorire lo sviluppo di incendi, ma nei quali, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata.
A titolo esemplificativo e non esaustivo si riporta un elenco di attività da considerare a medio rischio di incendio:
– i luoghi di lavoro compresi nell’allegato al D.M. 16 febbraio 1982 e nelle tabelle A e B annesse al D.P.R. n. 689 del 1959, con esclusione delle attività considerate a rischio elevato;
– i cantieri temporanei e mobili ove si detengono ed impiegano sostanze infiammabili e si fa uso di fiamme libere, esclusi quelli interamente all’aperto.

RISCHIO BASSO:
Si intendono a rischio di incendio basso i luoghi di lavoro o parti di essi, in cui sono presenti sostanze a basso tasso di infiammabilità e le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di principi di incendio ed in cui, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata.

Ci sono delle sanzioni?
Il Testo Unico prevede delle sanzioni a carico del lavoratore che rifiuta l’incarico: arresto fino a un mese o ammenda da 219,20 a 657,60 euro [art.59 co.1 let.a]

Per il datore di lavoro e il dirigente: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.315,20 a 5.699,20 euro [Art. 55, co. 5, lett. c)] (violazione art. 37, comma 9). [In caso di violazione delle disposizioni previste dall’articolo 18, comma 1, lettera g), e dall’articolo 37, commi 1, 7, 9 e 10, se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori gli importi della sanzione sono raddoppiati, se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori gli importi della sanzione sono triplicati].

Per ulteriori domande e delucidazioni non esitare a contattarci, chiamaci allo 0587-607201 o inviaci una e-mail a info@centroservizisoldani.it

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