Con l’evolversi della situazione epidemiologica nel Paese, almeno una posizione del Governo sembra chiara: prudenza, tanta, ma certamente non chiudere.

Sul tavolo delle trattative attualmente in corso, sono due i principali argomenti che fanno discutere: da un lato la revisione dei parametri del monitoraggio con i quali vengono assegnati i colori delle regioni; dall’altro l’utilizzo del green pass.

Le indiscrezioni che arrivano da Palazzo Chigi rivelano come al momento non ci sia un accordo, sia nella maggioranza che tra governo e regioni, anche se c’è fiducia nel trovare un punto di incontro sulle questioni più delicate.

 

I PARAMETRI. La proposta della Conferenza delle Regioni è quella di confermare la zona bianca se l’occupazione delle terapie intensive non supera il 20% dei posti letto a disposizione e se quella dei reparti ordinari non supera il 30%.

IL GREEN PASS. Quasi certo che si manterrà una certa gradualità nelle scelte: in sostanza, si lascerà il tempo di vaccinarsi a chi ancora non lo ha fatto, almeno con la prima dose, e contestualmente verranno fissate date certe e paletti chiari per l’utilizzo del pass il cui scopo, viene ribadito, è proprio quello di evitare chiusure che potrebbero scattare già nelle prossime settimane. L’ipotesi che si sta facendo strada è dunque quella di partire da subito con l’obbligo del pass per tutta una serie di attività non essenziali e da settembre estenderlo a quelle essenziali. Già dalla settimana prossima o al più tardi all’inizio d’agosto per sedersi nei bar e nei ristoranti al chiuso potrebbe essere necessario avere il pass, ottenibile in questa prima fase con una sola dose (o con il certificato di guarigione o il tampone negativo), mentre nessun obbligo ci sarà per prendere il caffè al bancone. Le due dosi saranno invece necessarie per entrare in discoteca o per prendere treni, aerei e navi a lunga percorrenza.

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